Ludopatia, antropologa: gente non gioca per vincere ma per giocare

Venerdì, 14 Novembre 2014 16:32

La gente non gioca alle slot per vincere. Ma per giocare. Il denaro non è il fine, ma il mezzo per poter stare seduti più a lungo. Non vogliono vincere il jackpot e andare via. Vogliono vincerlo e rimanere seduti fino a quando non se lo sono giocato tutto". E' l'antropologa Natasha Dow Schüll che dalle colonne del quotidiano cattolico Avvenire parla del fenomeno del gambling portando gli studi che ha racchiuso nel suo volume Addiction by Design (Ingegnerizzare la dipendenza), pubblicato da Princeton University Press. La Schüll si è interessata al tema anni fa partendo da come l'architettura dei casinò incoraggi i clienti a giocare di più. "Per una piccola percentuale della popolazione i giochi diventano un'esperienza totalizzante, un modo per estraniarsi dal mondo per ore e ore". La studiosa spiega come il gioco consenta l'isolamento volontario e chi non riesce ad uscire dal loop, "una piccola percentuale si ammala, negli Usa tra l' 1 e il 2% della popolazione; ma quel 'piccolo' numero genera tra il 30 e il 60 per cento del fatturato dell'industria delle slot".

facebook googleplus linkedin rss twitter youtube
 

aams

© 2017 Novomatic Italia S.p.A. Tutti i diritti sono riservati. Numero R.E.A. RM - 1268859 | P.Iva 03677960407

INFORMATIVA: Questo sito utilizza cookie di profilazione di terze parti per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti.

Se accedi ad un qualunque elemento sottostante questo banner acconsenti all’installazione dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso all’installazione dei cookie clicca qui. Per saperne di piu'

Approvo