Lombardia: come cambia il gioco sul territorio tra Tar e Regione

Mercoledì, 25 Febbraio 2015 09:00

L’assetto del gioco pubblico in Lombardia vive sempre di più degli effetti che la Legge regionale in primis, ma anche molti regolamenti comunali, stanno imprimendo al territorio, passando anche per le pronunce, numerose e dettagliate che legittimano o meno i confini dell’azione delle amministrazioni locali. Il Tar della Lombardia nella sua ultima pronuncia ha di fatto stabilito che i divieti alle installazioni di sale gioco e scommesse non valgono per chi ha chiesto l’autorizzazione prima dell’entrata in vigore della legge regionale della Lombardia, che ha introdotto il distanziometro dai luoghi ritenuti sensibili. Il caso di specie arriva dal ricorso di una sala vlt a Casalpusterlengo, in provincia di Lodi, a cui il Comune aveva di fatto inibito la prosecuzione dell’attività per la vicinanza ad un luogo sensibile. I giudici amministrativi hanno sancito che la regolamentazione regionale è applicabile solo per "le nuove collocazioni di apparecchi"; di fatto sono esclusi "gli apparecchi già installati lecitamente dai titolari di esercizi commerciali o altre aree aperte al pubblico prima dell'entrata in vigore del provvedimento".

Ma i limiti della prima legge potrebbero essere superati dal nuovo provvedimento al vaglio proprio al Pirellone dell’assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo di Regione Lombardia Viviana Beccalossi, responsabile della task force che sta regolamentando il gioco e vagliando il suo impatto sul territorio. La Giunta ha approvato un nuovo progetto di legge che prevede anche in caso di rinnovo delle licenze per l'installazione di apparecchi da gioco già attivi in bar, tabaccherie e sale gioco, che valga il rispetto della distanza di 500 metri da chiese, scuole, ospedali, centri anziani e centri sportivi. Il testo prevede poi maggiori poteri ai Comuni nella responsabilità autorizzativa. Dal punto di vista poi dell’impatto sociale del gioco e della sua dipendenza scade entro fine mese il termine per inviare in Regione progetti per il contrasto e cura della patologia del gioco, che una volta effettuati controlli e verifiche, presumibilmente, entro fine marzo, attraverso un bando per un massimo di 50 mila euro ciascuno distribuirà i 3 milioni stanziati per la ludopatia.

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