Giochi, pioggia di sentenze Tar in materia di gaming

Venerdì, 19 Dicembre 2014 13:09

Il Tar della Lombardia conferma la politica del Comune di Milano per arginare i danni provocati dal gioco d’azzardo patologico. E’ un comunicato di Palazzo Marino che annuncia come il tribunale amministrativo abbia respinto “quattro ricorsi contro l’ordinanza, varata lo scorso 15 ottobre dall'Amministrazione, che ha introdotto specifiche fasce d'orario per lo svolgimento delle attività delle sale gioco e di funzionamento delle macchinette installate nei locali pubblici”. Le “disposizioni - si legge nelle quattro ordinanze 'gemelle' pubblicate oggi dalla prima sezione del Tar, che riprendono quanto già affermato in proposito dalla Corte Costituzionale – sono finalizzate a tutelare soggetti ritenuti maggiormente vulnerabili, per la giovane età o perché bisognosi di cure, a prevenire forme di gioco compulsivo, e ad evitare effetti pregiudizievoli per il contesto urbano e la quiete pubblica”. La nota sottolinea come “la netta preponderanza degli interessi pubblici” di prevenzione della salute e della qualità della vita dei cittadini, "rispetto al danno economico" paventato dagli operatori del settore.

Continua la spinta legislativa che i diversi Tribunali amministrativi d’Italia stanno attuando attraverso diverse sentenze sui regolamenti comunali in materia di orari di sale e non solo. Il Tar del Veneto ha respinto il ricorso di un punto scommesse contro il divieto di apertura imposto dal Comune di Cittadella . Il ricorrente chiedeva l'annullamento parziale dell'articolo 99, comma 6, delle Norme tecniche operative al Piano degli interventi limitatamente alla frase "in tali zone sono inoltre vietate le sale giochi”. La sezione seconda del Tar Veneto ha respinto adducendo che “non appaiono sussistere nemmeno i vizi dedotti avverso l’impugnazione dell’art. 99 sopra citato”. Per il Tar Lombardia i regolamenti condominiali non possono bloccare le attività di una sala con regolare licenza. È quanto ha disposto riguardo alla riapertura della sala per giochi e scommesse di via Cimarosa, contrastando quanto disposto dal Comune di Milano, che ne aveva bloccato l'apertura per 60 giorni: “l’esistenza di un contenzioso civile fra il condominio e un condomino, tuttora pendente nel primo grado di giudizio, non appare di per sé ragione sufficiente", si legge nella sentenza lombarda.

Sempre il Tar Lombardia, sezione di Brescia, ha respinto con un'ordinanza in cui respinge la domanda cautelare del gestore di un Ctd collegato ad un bookmaker estero qualificando “ l’attività svolta dal ricorrente come di intermediazione e non di mera trasmissione ed ha, perciò, ordinato l’immediata cessazione della stessa e ha negato l’autorizzazione ritenendo che, ai sensi della normativa italiana, l’accettazione e la raccolta di scommesse sia attività vietata se non esercitata da un soggetto titolare, ex art. 88 TULPS, di apposita concessione per l’esercizio e la raccolta di scommesse".

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