Corte di Giustizia Ue: OPAP non ha ricevuto un aiuto di stato

Mercoledì, 04 Febbraio 2015 10:20

La Corte di Giustizia Europea ha respinto il ricorso contro l’OPAP (Organismos prognostikon agonon podosfairou – Ente pronostici sulle partite di calcio), l’organizzazione che gestisce il gioco d’azzardo e le schedine per scommesse in Grecia. A intentare il ricorso diversi gestori di casinò che hanno presentato una denuncia alla Commissione, contro l’accordo VLT che poteva implicare la concessione all’OPAP di un aiuto di Stato incompatibile con il mercato interno. Secondo i ricorrenti, infatti, lo Stato greco avrebbe potuto percepire un importo superiore a 560 milioni euro se avesse concesso più di una licenza per la gestione delle VLT e organizzato una gara di pubblico appalto internazionale per la loro attribuzione.

LA VICENDA - Nel 2011 le autorità greche hanno notificato alla Commissione due misure a favore dell’OPAP: la concessione, per un periodo di dieci anni (fino al 2022), di una licenza esclusiva per la gestione di 35 000 terminali di videolotterie (VLT) a fronte di un canone di EUR 560 milioni ("accordo VLT") e la proroga di dieci anni (dal 2020 al 2030) dei diritti esclusivi per la gestione di tredici giochi d’azzardo di ogni tipo, mediante un «addendum» alla convenzione conclusa nel 2000 tra lo Stato greco e l’OPAP, a fronte di un importo forfettario di EUR 375 milioni e di un canone del 5 % delle entrate lorde generate.

Con decisione del 3 ottobre 2012, la Commissione ha escluso l’esistenza di un vantaggio dal momento che lo Stato greco si era limitato a garantire all'OPAP il rendimento minimo necessario a un’impresa media per coprire i suoi costi di funzionamento e di finanziamento. La Commissione aveva ritenuto che, dopo la modifica della notifica iniziale, l’OPAP avrebbe versato allo Stato greco un importo superiore al valore congiunto dei diritti esclusivi conferiti dall’accordo VLT e dall’addendum e ha quindi concluso che gli accordi non avrebbero conferito un vantaggio all’OPAP. “Il Tribunale ritiene che i gestori di casinò non abbiano dimostrato – si legge nel comunicao stampa che spiega la sentenza - che la Commissione sia incorsa in un errore di diritto analizzando congiuntamente l’accordo VLT e l’addendum, dato che questi due accordi erano stati conclusi contemporaneamente con l’OPAP ai fini della privatizzazione di quest’ultimo”.

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